frara

D'Annunzio aveva visto bene...

O deserta bellezza di Ferrara
to loderò come si loda il volto
di colei che sul nostro cuor s'inclina
per aver pace di sue infelicità lontane;
[...]
Loderò le tue vie piane,
grandi come fiumane,
che conducono all'infinito chi va solo
col suo pensiero ardente,
e quel lor silenzio ove stanno in ascolto
tutte le porte
se il fabbro occulto batte su l'incude [...]

suonano la nostra canzone

Naturalemente, e anche se lei ne è sempre stata all'oscuro, come ogni coppia che si rispetti la cantantessa ed io avevamo la nostra canzone. Entrata per puro caso nella mia collezione di CD dopo una giornata insieme all'Ikea e quattro passi in centro a Bologna, con tappa obbligatoria da Nannucci.

Era un freddo due gennaio di luminarie e caldarroste. Io avevo il cappellino Timberland con visiera, lei gl'immancabili stivali (Dio, le cose che diamo per scontate sono quelle che poi ci mancano di più).

Quando sono inquieto guardo tutto e non compro niente, ma non volevo uscire dal negozio a mani vuote. Per fortuna smuovo d'istinto alcuni cd sotto la lettera A, ed ecco comparire un jolly inatteso. A casa l'appoggio sulla credenza e me ne dimentico. Il foglio con i testi è una carta geografica degli USA, e ci serve semplicemente per dirimere una controversia sul confine tra Texas e Luisiana, nient'altro.

Due giorni dopo lei riparte, io, ancora confuso e fiaccato dalle mille vicissitudini in così pochi giorni, mi siedo e infilo il cd nel lettore del mac. Ascolto canzoni a casaccio, senza un ordine preciso. Poche note addentro un certo pezzo sento il cuore che mi viene strappato dal petto. Come se ne avessi compreso all'istante tutta la forza profetica. Ascolto e riascolto uno dei ritornelli trattenendo i singhiozzi. Da qui in poi è come se sapessi che ogni giorno, ogni minuto in più è un regalo prezioso da non sprecare.

And I ride along side,
And I rode along side you then,
And I rode along side 'til you lost me there in the open road,
And I rode along side 'til the honey spread itself so thin,
For me to break your bread, for me to take your word. I had to steal it.


Manca la chiosa, ma stasera proprio non viene.

barfly

"Non preoccuparti, nessuno s'innamora di me"

- M. Rourke nei panni di C. Bukowski nel film Barfly

Per qualche oscura e inquietante ragione la cosa riguarda anche me. C'è qualcosa, nel mio modo di essere e di amare, che sconcerta. Me lo sono sentito dire più di una volta. La pacatezza dei miei modi, la fiducia cieca con cui mi lascio cadere nell'abisso dei sentimenti. Spavento. Anche con i miei quasi novanta chili, le mani grandi, le spalle larghe e il pizzetto ispido, le donne hanno paura di rompermi come il più fragile dei cristalli. Mi maneggiano con apprensione, guardandomi perplesse negli occhi, in attesa e alla ricerca di una prova che la mia natura sia diversa da quella che hanno percepito.

A volte mi spiace di non poterle accontentare.

Si avvicinano anniversari infausti. Ricordi raggomitolati nel letto col telefono staccato, lunghe conversazioni notturne, avanzi di pizza surgelata lasciati nel piatto per giorni. E il dolore straziante del comprendere che tutto ciò che provavo era assolutamente, irrimediabilmente inutile.

Nella casa nuova, nella foga del trasloco, ho aperto uno scatolone di troppo.

black out

E' giunta l'ora. Vado.

Seguirà un po' di silenzio.

E' dovuto principalmente alla Telecom, ma non mi dispiace l'idea di sedermi davanti al mac e non percepire nella mente un brusio d'attesa, come dalla platea di un teatro prima dello spettacolo.

Solo, per qualche giorno, con i miei pensieri, le mie pagine e le mie parole.

Come diceva Fonzie, "chiariamo un punto": vi adoro, lettori miei. Anche quando gigioneggiate burlescamente su post di cui non potete conoscere la serietà, e anzi soprattutto per questo.

Ma dopo una lunga corsa è giusto fermarsi un poco a riprendere fiato. E tanto più ne ho bisogno dovento affrontare le stanze silenziose e vuote. No, non di mobili, di cui son ben fornito. Ma di -- sempre loro -- ricordi, percezioni, presenze...

...presenze...

E' giunta l'ora. Vado.

Teorema del latte

Se apri un cartone da mezzo litro lo finisci subito.
Se lo apri da un litro va a male.

...ora, applicando questo alla vita...

midnight... all alone on a pavement...

Ecco, avrei voglia di un po' di ferie, non convalescenza.
Mi armo di pazienza... e di cosa dovrei armarmi? Perchè credete che i "pazienti" si chiamino così?

Sotto i miei occhi un fiume d'immagini che scorrono senza riferimenti temporali. L'infermiera che guida la lettiga verso l'ascensore. La strada che corre fuori dal finestrino dell'auto e il blu oltre il guard-rail, e nessuno al volante. Il buio punteggiato da lampioni arancione che illuminano un reticolo di strade oltre la Torre dell'Elefante. Un foglio di carta bianca, quasi abbagliante, che mi lascia un taglio sulla mano. La macchina da scrivere sul tavolo, in giardino, sotto il gazebo di tela. Lontano, sempre più lontano. Vorrei tornare sulla mia isola, a dormicchiare d'estate dondolando sull'amaca, e gatta Miciona che mi guarda con gran perplessità, spettinando il prato con la coda, prima di decidere se la mia pancia valga un po' di mal di mare.

Abbraccio il fantasma esorcizzato dalla mia salute del cazzo. Un attimo prima che svanisca. Continua a svanire, ogni attimo della mia vita. Continua a svanire. Continua.

...another home

Venerdì traslocherò.
O meglio, inizierò a traslocare. Cosa che mi prenderà non solo buona parte del weekend ma, se tanto mi da tanto, anche i prossimi cinque mesi...
Lascerò un sacco di ricordi, qui in queste stanze dei pensieri. Un sacco. E' sorprendente il fatto che vi sia rimasto in effetti così poco. Non capisco. Ho abitato qui un paio di anni e raccolto ricordi per almeno cinque anni. Di chi sarà la colpa, o il merito?

Alzo gli occhi sul ritratto in bianco e nero nella cornice in noce, sulla mia scrivania. Sorride come se non fosse accaduto nulla. Ignora che non mi seguirà al nuovo indirizzo.

...un altro silenzioso addio...
...è sfiancante, ed è pessimo per la mia cervicale...

...per un soffio!

Graziato da Mr. Bean! Questo è certamente il mio perido! Peccato la vecchia stirata che rovina la media...

Grande città, Ferrara. Ma state attenti che i ciclisti vi possono cadere addosso anche dall'alto.

...e ancora non ho concluso gli acquisti per la casa nuova! Ma giuro che non è indolenza, la mia. E' che scegliere non è facile quando il tuo appartamento è ancora un cubo vuoto e polveroso, con i fili elettrici che penzolano dalle scatole aperte in cima ai muri, Se i mobili fossero al loro posto, la scelta dei lampadari (e soprattutto quello fantomatico della sala) verrebbe da sè.

Nota dolente: domani rientro in ufficio. Voglia zero. Che bello sarebbe se, come in un'archeo-reclàme, bastasse solo un Cinar...

sdèng... bong... crash!

Gli scherzi del destino...

Stavo giusto chiedendomi come la vita mi avrebbe fatto pagare la splendida serata di ieri (sarei diventato cieco? o paraplegico?), quando

...spataciàckkk!!...

ecco che ti stiro una ciclista.

Niente di grave, per fortuna. Solo un po' di spavento, una bicicletta da riparare, e il musetto della mia macchinina un po' ammaccatuccio. Ma ora sono un fascio di nervi, e anche se la ragione è mia, rivedermi di continuo (in loop come in una moviola incantata) la scena di questa donna che mi sbuca d'improvviso davanti è a dir poco spiacevole.

A questo punto penso che accetterò il consiglio di un amico e, saltando la tappa a Lourdes, mi farò direttamente esorcizzare.
...